L’agricoltura biologica è una scelta vincente!

Se anno dopo anno il suolo viene migliorato, la sua produttività aumenterà!

Per natura, qualsiasi pianta è vincolata dalle sue caratteristiche genetiche; ma correlare queste peculiarità alla biologia del suolo, aiuta a risolvere eventuali problemi legati alle produzioni.

I processi naturali migliorano la produttività del suolo e, in natura, le specie vegetali cambiano nel tempo. La naturale evoluzione (la cosiddetta “successione biologica”), infatti, passa dalla terra nuda, alle piante erbacee pioniere, arbusti, alberi e quindi alla foresta. Il mito dell’agricoltura moderna, invece, è fondato sull’idea che la produttività del suolo abbia un andamento prestabilito: una volta che un campo viene impiegato in attività agricole, la produttività non ha altro destino se non quello della diminuzione.

Un punto chiave su cui molti venditori di fertilizzanti insistono è che, a lungo andare, le pratiche agricole portino ad un peggioramento progressivo dello stato di salute dei suoli, che si traduce in una perdita dei terreni coltivabili. Parallelamente, i nutrienti vengono via via estratti dal suolo, fino a ridurlo ad un campo privo di vita, piante e sostanze nutrienti. A meno che non si aggiungano fertilizzanti… in forme immediatamente disponibili per le piante!

Sarà realmente questa la soluzione al problema?

E se, invece, ragionassimo sul fatto che elevati livelli di nutrienti inorganici, solubili ed immediatamente disponibili per le piante ha provocato, nel tempo, un enorme problema in termini di qualità delle acque? Ciò accade poiché le suddette sostanze non vengono trattenute per un tempo sufficiente nel terreno; conseguentemente, per sopperire alle perdite, si rende necessario provvedere ad ulteriori somministrazioni (eccessive… aggiungerei) di nutrienti inorganici.

Non sembra che tutto questo sia estremamente differente da un terreno in un buono stato di salute!

Un suolo sano, in realtà, trattiene le sostanze nutritive… e non solo: quando esso si trova in buone condizioni, contribuisce a “ripulire” le acque nel loro passaggio attraverso il suo profilo. Attraverso un terreno sano, passerà solo acqua pulita!

Allora, come mai l’acqua proveniente dai terreni agricoli “convenzionali” è carica di azoto, fosforo ed altri elementi inorganici? E perché, se non c’è lisciviazione, i nutrienti vengono persi attraverso le emissioni gassose?

TUTTO QUESTO NON ACCADE NEI SISTEMI NATURALI!

Il cambiamento avverrà quando ci decideremo ad incrementare l’impiego dei fondamenti dell’agricoltura sostenibile, piuttosto che quelli dell’agricoltura estrattiva e distruttiva. Se si mantiene il suolo in condizioni di buona salute, non saranno necessari pesticidi e fertilizzanti inorganici!

La natura dà agli agricoltori segnali su ciò che non sta andando bene, se l’informazione viene letta correttamente. Abbiamo solo bisogno di imparare ad interpretare ciò che ci viene fornito. Riserviamo l’impiego di pesticidi e di altri materiali tossici alle reali situazioni in cui si verifica qualche evento che possa danneggiare la condizione biologica di una coltura.

Solo se il suolo manca delle condizioni necessarie a convertire i nutrienti dalla forma non disponibile a quella immediatamente disponibile alla pianta, l’aggiunta di nutrienti inorganici potrà determinare un miglioramento della crescita della pianta stessa.

È noto, ormai, che l’impiego eccessivo di sostanze inorganiche danneggia la corretta biologia dei suoli. La loro attività biologica è significativamente danneggiata dall’uso indiscriminato di pesticidi, fertilizzanti inorganici ed erbicidi. L’impatto, inoltre, dipende dalle condizioni nel terreno. Ad esempio, quando il terreno è molto secco e la maggior parte degli organismi sono inattivi, gli effetti sono limitati. Ma se vengono applicate sostanze tossiche quando gli organismi crescono attivamente, allora è molto probabile che si abbiano conseguenze molto serie.

In questo scenario, è comprensibile che sia assolutamente necessario ripristinare sia la biodiversità (batteri, funghi, protozoi, nematodi eliminati da sostanze chimiche tossiche), così come la sostanza organica nel terreno. Finché ciò non accadrà, saremo costretti ad utilizzare sostanze chimiche per tentare di coltivare. L’adeguato nutrimento per le piante mancherà fino a quando gli organismi che trattengono i nutrienti nella loro biomassa non verranno restituiti al suolo.

Come possiamo rimettere a posto ciò che è stato danneggiato?

È qui che entrano in scena HumuSS e il suo estratto liquido, HumuSS-Tea.

Nei prossimi post, faremo esempi pratici e specifici riguardati l’impiego di questi due prodotti completamente naturali su differenti tipologie di colture. Le informazioni riportate derivano da esperienze e sperimentazioni direttamente realizzate da noi e sono sempre corroborate dalla costante consultazione e dallo studio di elaborati scientifici del panorama internazionale.